

Ho comprato due biglietti del treno, ho accumulato punti sulla cartaviaggio, ho rimandato la partenza, ho avuto paura per mia sorella, ho votato e perso, ho scrutinato, ho rivisto persone di cui avevo dimenticato l’esistenza, ho rivisto persone di cui sento la mancanza nelle mia esistenza, ho rivisto persone e avrei potuto farne a meno. Ho preso un treno di corsa per vederlo solo per qualche ora, ho sbattuto la testa, ho fatto una visita medica, ho fatto un colloquio e ho avuto il posto, ne ho fatto un altro e sto ancora aspettando l’esito, temo che aspetterò per sempre qualcosa e qualcuno, ho conosciuto una professoressa universitaria che voleva fare la babysitter in estate, ho annullato una partenza, ho fatto una foto, ho scritto, ho aperto un altro blog, ho letto con interesse, ho ripreso a sognare, non mi sono rassegnata, ho trascorso notti insonni, ho litigato, mi sono sentita in colpa, ho sputato veleno e ne ho ingoiato un po’, ho provato un senso di schifo, ho cucinato delle petanze per la prima volta, ho sentito un profumo e ho ricordato, ho sentito la primavera, ho visto un uomo alto con i capelli lunghi e rossi e un impermeabile e sembrava il personaggio di un mio racconto, mi sono sentita presa in giro.
Vado a letto relativamente presto, ma non ho ancora voglia di dormire, ho voglia di stancare la mente, affaticare oltremodo gli occhi fino a costringerli a chiudersi sfiniti e brucianti.
Continuo il mio studio sulla nuova narrativa italiana, mi sembra tutto molto più chiaro ora che non ci sono voci o rumori a distrarmi. Smetto quando noto una notevole diminuzione della concentrazione, lascio le ultime pagine e riflessioni a domani. Mi connetto, sbircio qualche sito interessante e utile per approfondire l’argomento, scarico qualche pagina, le leggerò domani. Prendo il libro di Coetzee a cui, ahimè, posso dedicare sempre poco tempo, ma che si lascia leggere in modo piacevolissimo. Le pagine scorrono, i capitoli si susseguono e il sonno non sopraggiunge. Sono orami le 3 e la sveglia suonerà tra 2 ore e ½ . Chiudo il libro e provo a dormire, c’è troppo rumore e troppi pensieri cominciano a vagare nella mia mente. Prendo l’ipod, in questi casi i tappi per le orecchie non servono a render silenti i pensieri, scelgo i Muse per accompagnarmi nel mondo onirico. Sono troppo lucida, non riesco a rilassarmi, comincia una disamina delle note, tonalità, chiavi, strumenti, degli abili giochi di suggestione, suoni evocativi delle canzoni dei Muse. Avevo scelto un gruppo non italiano nella speranza di non essere distratta dai testi, ma stanotte anche l’inglese mi sembra così chiaro e ogni parola ha il suo immediato significato, così come ogni frase che spesso colpisce allo stomaco scatenando turbamenti che tento invano di cacciar via. Suona la sveglia, non è per me, ma mi ricorda che è già mattina e che non ho dormito neanche un minuto. Ripunto la sveglia alle 9, confidando in queste ultime ore di riposo. Ma è troppo tardi e la mente è già proiettata verso il nuovo giorno e così programmo le ore, ripercorro le strade che dovrò fare e che non mi sono familiari, ricordo appuntamenti, penso a cosa cucinare per pranzo, al compito in classe da far fare mercoledì (uno uguale per tutti o differenziati?), ricordo i compiti che giacciono sulla mensola in attesa di essere corretti…
Sono le nove, non lascio squillare la sveglia, non è necessario, è ora di alzarsi e di fare.



Ricapitolando...
Sarei dovuta partire giovedì, ma mercoledì una giovane donna ha avuto la brillante idea di tirare la sua auto come se fosse una freccetta e puntare l'auto di mia sorella come centro.
Quindi ho trascorso tutta la giornata in ospedale, fortunatamente la sorella non ha subito danni fisici gravi e l'auto si è dimostrata decisamente robusta.
Ho rimandato la partenza per sbrigare tutte le pratiche burocratiche del caso e per accertarmi che la sorella in questione fosse veramente in buona salute.
Quindi mi armo di valigia che pesava più di un tir carico di piombo (ho fatto il cambio di stagione!) e attraverso mezza Nazione per raggiungere la terra natia.
Ho trovato un paese impacchettato manco fosse natale, ogni muro, tabellone, palo, balcone, facciata è rivestita da poster, cartelloni e quanto altro. Eh sì perchè qui oltre alle elezioni politiche ci sono anche quelle amministrative e ho saputo che questa volta hanno proprio fatto le cose in grande, visto il numero delle liste in ogni famiglia (ad eccezione della mia) c'è almeno un candidato. Tanti auguri!
Non oso immagianare il bordello che ci sarà allo scrutinio, poveri scrutatori, oh cazzo! povera me!!! Eh sì, mi hanno nominata scrutatrice (diciamolo che altrimenti col cavolo che spendevo 100 euro e rotti per dare un voto a uno/a stronzo/a --non vedo l'ora di votare, come notate!).
La mia voglia è pari allo zero assoluto, la mia precisione è nota essere molto scarsa(aiuto), il mio interesse per queste elezioni si è tradotto in: fare zapping e vedere anche le trasmissioni più stupide e frivole pur di non star a sentire manco per una mezza frazione di secondo un coglionazzo in giacca e cravatta o una baldraccona in tacchi a spillo e tailleur ripetere la poesia di natale a memoria. Quindi, lascio a voi immaginare il mio spirito.
Però c'è da dire che questa è un'occasione per vedere qualche concittadino e vivere l'atmosfera del mio paese...non vi sto a spiegare e quantificare l'entusiasmo che mi suscita la cosa.
Insomma un paio di giorni da cani e lo scazzo si impenna!!!!
